5. IL PERCORSO CURRICOLARE E LA PROGRAMMAZIONE
Il nostro curricolo si riferisce alle teorie curricolari più avanzate e si articola secondo la visione qui riportata:
CURRICOLO ESPLICITO / ISTITUZIONALE
(Fa riferimento ai saperi disciplinari da trasmettere agli alunni ):
AREA DELLA RICERCA/AZIONE - DIPARTIMENTO DISCIPLINARE
AREA DELLA RICERCA DOCUMENTARIA
AREA DEL CURRICOLO ELETTIVO/AUTONOMO:
ATTIVITA’OPZIONALI E LABORATORI:
Da tempo la nostra scuola è impegnata nella realizzazione di un progetto educativo-didattico che punti sulla qualità : 1) della relazione educativa , 2) dell'azione didattica
Alcuni anni fa, sono state attivate due ricerca-azioni: la prima, "Le intenzioni educative", ha definito:
La seconda ricerca-azione "Star bene a scuola", ha evidenziato l'intreccio tra:
-la dimensione sociale, riguardante: a) ruolo e funzioni dell'insegnante
trasmettitore di conoscenze
organizzatore di tempi e modi delle attività di apprendimento,
facilitatore dei percorsi educativi, componente di commissioni;
valutatore delle conoscenze e delle competenze dell'alunno,
b)il ruolo e le funzioni dell'alunno, in quanto soggetto attivo dell'apprendimento;
-la dimensione didattica:
-la dimensione affettiva
Tenendo conto di ciò che era emerso dalle due indagini, si è proceduto alla suddivisione delle discipline, secondo criteri di affinità, in tre ambiti disciplinari (linguistico espressiva, matematico scientifica, antropologica) ai quali sono abbinati le tre educazioni (ed. immagine, ed. motoria e ed. al suono e alla musica).
Gli ambiti disciplinari sono assegnati agli insegnanti secondo criteri di competenza specifica e professionale ed è stato fissato un monte-ore settimanale per ogni disciplina.
Per garantire l'unitarietà dell'insegnamento ed evitare la "secondarizzazione", ovvero una frammentazione delle discipline intese come saperi tra loro separati, si è proposta una programmazione educativo-didattica che definisse finalità educative comuni e un'organizzazione comune delle strategie metodologiche, degli spazi e dei materiali mediante i quali realizzare gli intenti della scuola.
Dall'a. s. 1999/2000 gli insegnanti del Circolo sono stati impegnati nell'individuazione degli indicatori e dei criteri di valutazione comuni del profilo degli alunni, riguardanti
e sono state predisposte delle griglie di rilevazione
con particolare riguardo alle classi iniziali per l'individuazione tempestiva di casi di disagio. Inoltre sono state revisionate e completate le prove di verifica finali per classe di italiano, matematica, storia, geografia, scienze.
Nell'a.s. 2000/2001 si è cercato di progettare una programmazione che individuasse i concetti portanti delle diverse discipline e le loro relazioni e li rappresentasse in mappe che permettano di evidenziare gli obiettivi formativi trasversali che sono comuni a più discipline e proponendo attività e strategie metodologiche adeguate al loro raggiungimento.
La programmazione didattica, comune a tutte le classi del Circolo, è stata articolata in
da raggiungere al termine del percorso curricolare della classe ed è stata scandita in unità didattiche che precisano gli obiettivi formativi a breve termine, le attività specifiche con la relativa metodologia, gli strumenti e i criteri di valutazione.
Negli incontri mensili sia di team, sia per classi parallele di Circolo, si è proceduto alla valutazione del lavoro svolto e alla programmazione delle attività e a regolare la programmazione definita a inizio d'anno, per meglio adeguarla alle esigenze che man mano venivano emergendo.
Da questi incontri, a livello di Circolo, è sorta la necessità di definire le competenze minime disciplinari che ogni alunno deve aver raggiunto al termine del percorso programmato per la classe e che rappresentano i prerequisiti necessari per il proseguimento del percorso scolastico, in modo da armonizzare le diverse situazioni, sia ambientali che culturali dei vari plessi del Circolo.
L'attivazione della circolarità dell'informazione, la condivisione del lavoro a livello di Circolo, ma anche la collaborazione con la scuola materna e la scuola media ( i progetti di continuità), sono di supporto alla progettazione di un curricolo unitario per la scuola di base che valorizzi il patrimonio di ogni settore scolastico coinvolto (scuola materna, elementare).
Una continuità che:
Dall’a.s.2001/2002, proseguendo nell'elaborazione di una progettazione curricolare aderente ai Nuovi curricoli per la scuola di base, il Collegio Docenti si è suddiviso in commissioni di lavoro per ambiti disciplinari per il I e II ciclo
per la realizzazione di un curricolo
Un curricolo che è imperniato sulla scelta di tematiche portanti delle discipline e sull'individuazione dei relativi nuclei concettuali trasversali, mediante i quali far affiorare la struttura reticolare della conoscenza, i nodi concettuali di base e le relazioni che li collegano, attraverso delle scelte contenutistiche e metodologiche coerenti.
La progettazione curricolare si articola su due livelli di obiettivi da raggiungere:
stessi ( possedere un'adeguata capacità di autostima, di riflessione, ecc.)
Viene articolata in Unità di Apprendimento modulari ( intese come un segmento coerente con il percorso formativo che mira alla formazione di competenze specifiche) che definiscono :
In questo lavoro di ricerca-azione sul curricolo, il collegio docenti si avvale della consulenza del Professor Martin Dodman , docente di Linguistica comparata presso l'Università di Bolzano
Tenendo conto di ciò che era emerso dalle indagini di Circolo, si è proceduto alla suddivisione delle discipline,secondo criteri di affinità, in tre ambiti disciplinari (linguistico-espressivo,matematico-scientifico,antropologico) ai quali sono abbinate le tre educazioni (ed.all’immagine, ed.motoria,ed. al suono e alla musica),assegnando le relative discipline agli insegnanti secondo criteri di competenza specifica e professionale e fissando un monte ore settimanale per ogni disciplina.
Per garantire l’unitarietà dell’insegnamento ed evitare la secondarizzazione”dell’insegnamento, ovvero la frammentazione delle discipline intese come saperi fra loro separati, si è inteso di proporre una programmazione educativo-didattica che oltre a definire le finalità e gli obiettivi prevedesse anche l’organizzazione delle strategie metodologiche, degli spazi e dei materiali mediante i quali realizzare gli intenti della scuola.
Successivamente si è teso a sviluppare una programmazione che individui i concetti portanti delle diverse discipline e le loro relazioni e li rappresenti in mappe che permettano di evidenziare gli obiettivi formativi trasversali che sono comuni a più discipline e proponendo attività e strategie metodologiche adeguate al loro raggiungimento.
La programmazione didattica, comune a tutte le classi del Circolo, è articolata in conoscenze,competenze disciplinari e trasversali da raggiungere al termine del percorso curricolare della classe ed è scandita in Unità di Apprendimento che precisano le competenze a breve termine, le attività specifiche con la relativa metodologia, gli strumenti ed i criteri di valutazione.
Negli incontri mensili sia di team sia di classi parallele di Circolo, si procede alla valutazione del lavoro svolto e alla programmazione delle attività e a regolare la programmazione definita a inizio anno, per meglio adeguarla alle esigenze che man mano vanno emergendo.
Da questi incontri a livello di circolo è sorta la necessità di definire le competenze minime disciplinari che ogni alunno dovrà aver raggiunto al termine del percorso previsto per la classe e che rappresentano i prerequisiti necessari per il proseguimento del percorso scolastico, in modo da armonizzare le diverse situazioni, sia ambientali che culturali dei vari plessi del Circolo.
L’aver attivato la circolarità delle informazioni, la condivisione del lavoro a livello di circolo, ma anche la collaborazione con la scuola Materna e la Scuola media (i progetti di continuità), rende possibile la progettazione efficace di un curricolo unitario per la scuola di base che valorizzi il patrimonio di ogni settore scolastico coinvolto (scuola materna, elementare e media).
Una continuità che:
In particolare, la scuola dell’infanzia, definite le macrocompetenze in continuità con il curricolo della scuola primaria, e, tenendo presenti le Indicazioni Nazionali, ha raccolto i sei campi di esperienza definiti dagli Orientamenti del ’91, in tre macroaree:
In un secondo momento sono state evidenziate, e divise per fasce d’età e a seconda dell’attinenza con le quattro macrocompetenze trasversali, tutte le competenze essenziali della scuola dell’infanzia le quali sono state indicate con il termine “saperi”.
Stesso modo di procedere è stato svolto riguardo le tematiche, le metodologie e la valutazione definendo così una programmazione annuale nella quale, riassumendo, sono divisi per fasce d’età e per macrocompetenze, i saperi, le tematiche, le metodologie e i criteri di valutazione.
Unità di Apprendimento
Definiti i criteri per la stesura della programmazione annuale l’intento è quello di progettare linee-guida per l’elaborazione di unità di apprendimento coerenti con il curricolo essenziale adottato dal Circolo. Da qui lo sforzo per individuare voci comuni per la realizzazione di Unità di Apprendimento all’interno delle quali ogni insegnante ha poi libertà di scelta nell’articolazione del proprio lavoro.
In sostanza, ogni UA è una parte della programmazione annuale con l’aggiunta di dati più specifici su uno specifico lavoro che si svolge in uno specifico momento.
Anche le unità di apprendimento sono divise a seconda della fascia d’età e delle quattro macrocompetenze sopra individuate.
Oltre ai dati identificativi - nome della scuola, anno scolastico, insegnanti, destinatari, -
tre sono risultati gli elementi essenziali:
Si precisa che alcune delle seguenti voci sono necessariamente riprese da quelle indicate nella programmazione annuale e altre derivano da esse. Il riferimento è, nel primo caso, alle tematiche, ai saperi, alle metodologie e ai criteri di valutazione; nel secondo caso, agli O.S.A. (obiettivi specifici di apprendimento) che derivano dai saperi, e ai contenuti (o nuclei) che derivano dalle tematiche.
L’articolazione dell’apprendimento è la parte più corposa e definisce con chiarezza su cosa si è deciso puntare l’attenzione e quali obiettivi ci si prefigge di far acquisire al bambino al termine del lavoro.
Nello specifico ogni insegnante definisce:
Per ciò che riguarda la mediazione didattica, qui vengono evidenziate tutte le soluzioni organizzative adottate nel portare avanti il proprio lavoro. Ogni insegnante precisa:
Infine, per ciò che concerne il controllo degli apprendimenti ogni insegnante deve precisare il tipo di: